Labuntur anni
Il nichelino che ancora ci resta da spendere è moneta ormai da niente che a valutare sonante t’ostini. Presto, roche
Il nichelino che ancora ci resta da spendere è moneta ormai da niente che a valutare sonante t’ostini. Presto, roche

A baciare templi ed erbe, del cielo si piegano le labbra azzurrorosa. Già cade il sole e già risveglia i

Dunque accadiamo. ——————Per altrui disegno o caso. Ma deposti nella storia per falchi o per colombe sul dorso della terra

…oppure potresti uscire dall’ovvio dei perimetri, lasciarti alle spalle il clamore più nitido dei muri, il mare dei libri scudato

L’autunno soffia grigio, secca pensieri e panni che danzano in insolite figure. La strada e il cielo vuoti. In silenzi

XI Mille volte siamo morti, madre, quando la pelle tua di cera ci minacciava il trapasso -occhi chiusi e bocca

I Già t’eri preparato a questa prova, ad esser muto d’occhi, —————————quasi spento, com’albero che vive per le foglie. III

Durasse il giorno pieno oltre la sera col sole assorto ai tremiti del vento! Agli uccelli canori offriremmo uno spicchio

Sul mare lamato barche e gabbiani. Una lattina. S’affonda nel crepuscolo. (tratto da Effemeridi Pitecusane)

Bevi. Altri vini ti diranno il tuo destino e altri silenzi e altri dolori. Ma la morte è come quando
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