Eduardo De Filippo, È trasuta !

 

EDUARDO DE FILIPPO

(Un omaggio alla primavera)

È TRASUTA!

 

È trasuta e s’è stennuta
ncopp’ ‘o fierro d’ ‘a ringhiera
d’ ‘o balcone;
e c’ ‘o naso nfacci’ ‘e llastre
po’ c’ ‘a fronte
e po’ c’ ‘a faccia
se smerzava
se girava
s’avutava ‘a ccà e ‘a llà
pe’ da’ n’uocchio dint’ ‘a casa.
Ll’aggio vista,
aggio araputo:
“Finalmente si’ turnata!
Trase, trase! ”
Essa è trasuta.
S’è menata
longa longa p’ ‘e riggiole,
s’è mpezzata
sott’ ‘e pporte
‘e ll’ati stanze,
senghe senghe s’è mpezzata.
Che t’ha fatto nfacci”e mure,
che friscura c’ ‘a purtato
tuorno tuorno
for’ ‘a loggia
mmiez’ ‘e ppiante!
A migliare
ll’uocchie ‘e luce
‘a miez’ ‘e ffronne
se menaveno pe’ terra.

No? E chi era?
Nun er’ essa…
E che, so’ scemo?
Io me sento n’atu ttanto
quanno trase primmavera!

 

Eduardo De Filippo

***

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6 risposte

  1. Caro Pasquale, il napoletano è una lingua vera e propria e letta così non è che la poesia mi abbia entusiasmato. Comunque qui da noi la primavera non è trasuta affatto e piove zeffunno.

  2. Una possibile – pur non eccellente – trasposizione.

    Nella fresca mattina, sul balcone,
    è salita, leggera evanescenza;
    ha scorso la ringhiera un’emozione,
    come chi arriva dopo lunga assenza.

    Ha carezzato i fiori nei vasetti
    ed ha gettato gli occhi sul selciato
    che, d’improvviso, come già sui tetti,
    con mille occhi splendenti ha illuminato.

    Tra i battenti è passata della porta,
    ha visitato poi stanze e stanzette,
    ha risvegliato la finestra morta,
    ha bagnato le foglie e le altre erbette.

    Al nuovo sole l’ho ben ravvisata;
    ha richiuso le ciglia nella sera.
    -Con dolcezza danzando sei arrivata.
    Tu mi chiedi chi sia… La Primavera!

      1. Ciao Carla. Troppo buona.
        L’ho tirata giù di fretta. Vedo ora che andrebbe rivista in qualche punto.

        Nella fresca mattina, sul balcone,
        è salita, leggera evanescenza;
        ha scorso la ringhiera un’emozione,
        come chi torna dopo lunga assenza.

        Ha carezzato i fiori nei vasetti
        ha gettato uno sguar sul selciato
        che, d’improvviso, come già sui tetti,
        con mille occhi splendenti ha illuminato.

        Tra i battenti è passata della porta,
        ha visitato poi stanze e stanzette,
        ha risvegliato la finestra morta,
        ha bagnato le foglie e le altre erbette.

        Danzando al nuovo sole è ritornata;
        ha richiuso le ciglia nella sera.
        -Con dolcezza, in silenzio,. sei arrivata.
        Tu mi chiedi chi sia… La Primavera!

  3. Tutto sul ritmo degli ottonari, facile, spontaneo, colloquiale, questo delicato omaggio alla stagione nuova
    del grande Eduardo.
    Lido gli fa eco con quattro quartine di endecasillabi, la sua misura prediletta.
    Che dire?
    Bravi tutti e due.

  4. Fresca e gentile questa poesia…si indovina dopo i primi versi chi sia la protagonista …una creatura luminosa, lieve , giovane e serena, da tutti benvoluta …il suo arrivo è una benedizione, ogni porta si apre al suo passaggio così come si apre ad accoglierla ogni terrazza, ogni prato ed ogni cuore. Versi brevi, quasi a rendere un procedere a piccoli passi giosamente saltellanti…, un muoversi in voli leggeri. Bravissimo , come sempre, il nostro Lido in questa sua versione davvero degna di tanto autore…!

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