Perché Glosse alla vita
La vita è un testo che si dispiega in una sorta di libro, in cui convivono forme, suoni, colori, parole, azioni: per ognuno di noi, esseri caduchi, precari, transeunti. Tuttavia non sempre siamo in grado di leggere questo libro che pur ci appartiene. O forse non vogliamo. Eppure il libro c’è, sta lì, si arricchisce giorno per giorno, ci invita, ammicca… Se accade di leggerlo, può capitare di annotarlo: con riflessioni, constatazioni, opinioni. Glosse, se vogliamo usare una voce nobile e antica; glosse che qui sono espresse prevalentemente in poesia. GLOSSE ALLA VITA, dunque.
professore pasquale balestriere

Pasquale Balestriere

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Amore fraterno in Catullo e in Foscolo

Catullo, Carme CI

*

Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio has miseras, frater, ad inferias,
ut te postremo donarem munere mortis
et mutam nequiquam alloquerer cinerem,
uandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum,
heu miser indigne frater adempte mihi!
Nunc tamen interea haec, prisco quae more parentum
tradita sunt tristi munere ad inferias,
accipe fraterno multum manantia fletu,
atque in perpetuum, frater, ave atque vale!

 

**  

Foscolo, In morte del Fratello Giovanni

*

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, mi vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentili anni caduto:

la madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto:
ma io deluse a voi le palme tendo;
e se da lunge i miei tetti saluto,

sento gli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta;
e prego anch’io nel tuo porto quiete:

questo di tanta speme oggi mi resta!
straniere genti, l’ossa mie rendete
allora al petto della madre mesta.

***

 

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