“Allontanarsi”, allora, era discendere
quei cento metri affacciati al Canale
dove i gabbiani succhiavano azzurro
dalle poppe dell’Elba.
Al riflesso del mare
agili si muovevano le dita
dei pescatori sulle reti scure:
mani dure di remi, arse di sale,
e un fiorire a mezz’aria
di libere risate, di richiami
nella lingua del Sud calda di sole.
Ci occhieggiavano ingenue fantasie
di cose grandi e oscure, nel lontano,
ma il nostro mondo… un bimbo come noi!
con qualche “biccio” e i ginocchi sbucciati,
e il domani doveva ancora nascere.
L’abbiamo scritto lì il primo capitolo:
in quel tempo infinito,
rapido come un sasso a pelo d’acqua.
Una risposta
Grazie, Lidia, per la tua collaborazione.